Rc auto e la polizza cristalli: che cos’è e quando conviene farla

Diciamoci la verita: quando mai si pensa che acquistata una vettura nuova si possano piuttosto velocemente deteriorare o addirittura rompere i vetri. Lo riteniamo possibile nell’eventualità, spiacevole, che si verifichi un sinistro, ma non calcoliamo che un pietra che schizza su strada o altri piccoli incidenti quotidiani possono mettere a rischio l’integrità di tale delicata struttura fondamentale quando si guida. Nel Belpaese, quasi la metà di coloro che si spostano sulle quattro ruote, non stipula la cosiddetta polizza cristalli anche se le cifra parlano chiaro e ogni anno sono almeno 1.600.000 gli autoveicoli che subiscono un danno di questo genere. Ecco perchè bisognerebbe stipularla per evitare qualunque problema del genere e nel tempo può davvero offrire dei vantaggi a livello economico. Una alternativa così, tra l’altro, aiuta sia per la riparazione che per la sostituzione e offre degli innegabili vantaggi.

Rc auto: le tariffe più care in Campania

In un periodo in cui nuovi sondaggi permettono di scoprire, senza troppa sorpresa per la verità, che quasi tutti gli italiani cambiano spesso compagnia di assicurazione per risparmiare, si comprende bene che in tema di Rc auto la regione dello Stivale più cara e quindi, meno conveniente, resta la attualmente Campania. A seguire questo luogo, a ruota, ci sono poi la Puglia e la Calabria.

Assicurazioni auto: risparmiare con le Leggi Bersani

 Quando si acquista l’auto, subito il proprietario pensa a quale assicurazione di responsabilità civile è meglio scegliere per andare a risparmiare; ebbene, al fine di abbattere sin dall’inizio la classe di merito di ingresso, con un nuovo contratto assicurativo per la vettura nuova, ci può venire in aiuto la Legge Bersani, che nel rispetto di opportune condizioni permette di stipulare l’assicurazione di responsabilità civile per l’auto, che lo ricordiamo che obbligatoria per Legge, con una classe di merito inferiore. Nel dettaglio, il Decreto Bersani permette a tutti i neopatentati, e quindi a chi non possiede un attestato di rischio in corso di validità, di utilizzare la classe di merito di un familiare convivente ai fini della stipula del contratto.

Rata mutuo: moratoria per 43 mila famiglie

 Bankitalia ha reso noto che, alla fine dello scorso mese di marzo 2011, ben 43 mila famiglie italiane hanno avuto la possibilità di sospendere le rate del mutuo chiesto per la prima casa, per vari motivi tra quelli ammissibili per poter accedere alla misura. Nel dettaglio, Bankitalia afferma che il 50% delle famiglie che ha richiesto la sospensione del mutuo lo ha fatto a causa di una cessazione del rapporto di lavoro; il tutto, quindi, a conferma di come la crisi finanziaria ed economica abbia lasciato il segno sul nostro Paese non solo in termini di crescita del prodotto interno lordo, ma anche in ragione di un diffuso calo del benessere all’interno dei nuclei familiari. Ma cosa accadrà qualora nei prossimi mesi i tassi di interesse dovessero continuare a salire? Ebbene, al riguardo sempre la Banca d’Italia ha stimato come siano potenzialmente ben 300 mila le famiglie italiane che nei prossimi mesi potrebbero avere difficoltà con il pagamento della rata del finanziamento ipotecario in concomitanza con il calo dei redditi familiari e/o con un incremento del costo del denaro sui mercati.

Mutuo tasso Bce: 30 mila famiglie italiane tremano

 Brutte notizie sono arrivate proprio oggi, giovedì 7 aprile 2011, per chi sta pagando in Italia un finanziamento ipotecario a tasso variabile. Rispettando le attese, infatti, la Banca centrale europea ha innalzato di 25 punti base i tassi di riferimento nel Vecchio Continente, che passano dall’1% all’1,25%; trattasi della prima manovra restrittiva dopo quasi tre anni di stasi, ma ora questa decisione della Bce rischiano di pagarla a caro prezzo i mutuatari. Al riguardo proprio oggi il Codacons, appresa la notizia, ha fatto presente come con i mutui più cari nel nostro Paese siano ben 30 mila le famiglie a rischio a fronte di una stangata sul caro mutui che l’Associazione stima in media in ben 204 euro annui a famiglia, corrispondenti ad un rincaro sulla rata pari a 17 euro al mese. Per questo secondo il Codacons quella odierna è una data che sancisce la fine di quello che, per molti mesi, è stato un periodo positivo per chi pagava nel nostro Paese un finanziamento ipotecario a tasso variabile.

Mutuo a tasso fisso per la prima casa

 La rata e fissa, e la durata pure a fronte di condizioni che per quel che riguarda il tasso applicato sono note alla stipula e non subiscono alcuna modifica nel corso dell’intero piano di ammortamento. Si presenta così, per l’acquisto della prima casa, il mutuo a tasso fisso, il finanziamento ipotecario che con il tasso, la durata e la rata fissa mette al riparo da ogni rischio di oscillazione sfavorevole del costo del denaro sul mercato. Allo stato attuale, rispetto al mutuo variabile, il mutuo a tasso fisso è più oneroso in termini di maggior spesa per interessi, ma offre la possibilità, per una durata che spesso è anche superiore ai 20 anni, di poter pianificare al meglio il budget familiare. Tutte le banche del nostro Paese offrono questa tipologia di finanziamento ipotecario trattandosi di un mutuo “classico” la cui indicizzazione, per quel che riguarda la determinazione dell’importo della rata, è quella al tasso Irs. La differenza, e quindi la convenienza, tra un mutuo a tasso fisso di una banca, e quello di un’altra, sta nello spread, ovverosia la commissione fissa, e nelle spese accessorie.