Il lavoro povero limita la capacità di spesa: quali effetti per i tassi?

Il lavoro povero affligge in modo particolare i settori del commercio e del turismo, pilastri dell’economia italiana. Secondo un recente rapporto della Filcams Cgil, la retribuzione media giornaliera nel turismo (alloggio, ristorazione, agenzie di viaggio) si attesta a poco più di 60 euro lordi, ben al di sotto della media nazionale di 96 euro. Il settore della ristorazione, in particolare, registra le retribuzioni più basse. Anche il commercio si colloca al di sotto della media, con circa 87 euro lordi al giorno.

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Comprare casa? Manca il lavoro e resta un sogno

 

Un tempo il film “poveri ma belli” fotografava una generazione di giovani costretti a sognare un benessere che tardava ad arrivare, oggi le cose non sono troppo diverse. Ci troviamo in un’epoca di consumismo maggiore è vero, ma cominciano sicuramente a mancare i soldi persino per acquistare prodotti non troppo costosi, figuriamoci per realizzare il desiderio della propria esistenza. Creare il proprio nido sicuro un tempo era quasi un passo obbligato per iniziare una vita a due o da single, oggi invece il lavoro manca e acquistare le quatto pareti domestiche non è possibile.

Mutui? Un sogno per gli under 30

 

Non è mai stato facile comprare casa quasi per nessuno, perchè ciò richiede di certo un notevole sforzo economico lungo una vita. Andava meglio ai nostri antenati che magari la costruivano con più libertà e con l’aiuto di amici del settore. Oggi, invece, per gli under 30 è quasi impossibile e il sogno di crearsi una famiglia ritarda. In effetti non sono solo le quattro pareti domestiche a mancare. Con il lavoro precario è difficile allontanarsi da casa e prendersi le proprie responsabilità ed in generale il proprio nido d’amore è un privilegio riservato a pochi.

Comprare casa o fare un figlio? Le donne non hanno dubbi

Il nuovo film di Sarah Jessica Parker, meglio conosciuta per essere la star di Sex and The City, pone un quesito in merito alle donne: ma come si fa a far tutto? Abili nel dominare le situazioni e a non lasciarsi vincere dagli impegni sanno però che di fronte alla possibilità di fare un figlio o di comprare un nido d’amore comincerebbero con lo scegliere il primo. In un periodo di crisi è facile credere di poter aspettare per la prole, ma per portare a termine l’investimento della vita  le situazioni favorevoli difficilmente si ricreano a breve termine.

Mutui ai giovani? Solo se hanno un lavoro sicuro

 E’ un dato di fatto, ma una regola ancora troppo dura da accettare soprattutto in un periodo di crisi in cui i lavori sono precari, gli impieghi nuovi con contratti indeterminati impossibili da trovare e il futuro è incerto per quasi tutti. Se i più grandi hanno già avuto la fortuna di poter vivere un un’epoca meno complessa, per i giovanissimi tutto è difficile e se la banca richiede garanzie che non si hanno, la casa resta un sogno.

Italia: il settore immobiliare registra dati negativi

 L’Istat è lapidaria e precisa come sempre: nei giorni scorsi con il nuovo report pubblicato ha fatto intendere chiaramente che la salute del settore immobiliare italiano è particolarmente precaria. Gli effetti della crisi generalizzata, purtroppo, si fanno sentire ancora, non lasciano proprio scampo e sono necessarie delle novità, probabilmente, degli incentivi convincenti per permettere una immediata inversione di tendenza. Il calo di compravendite totali è stato significativo e lo scorso anno le unità immobiliari hanno registrato una inflessione tra l’1,2% e il 9% rispetto a quanto riscontrato nella stessa parte finale, cioè il quarto trimestre, dell’ormai lontano 2009.

Comprare casa? I giovani in Italia restano con i genitori

 Li chiamano bamboccioni, ma è davvero solo tutta colpa loro? I giovani in Italia, molto spesso vorrebbero trovare un lavoro e crearsi una famiglia, ma in un clima di crisi generale non riescono proprio a farlo.Sono almeno 7 milioni, infatti, quelli che vivono ancora con mamma e papà perchè non possono permettersi neppure le spese per l’affitto e questo ben oltre i 34 anni. In un Paese in cui esistono solo precari, come rischiare? Tutti sognano di avere delle quattro pareti domestiche proprie, si recano in banca anche per un rudere, ma non ottengono prestiti senza garanzie e depressi tornano dai genitori. Il terribile quadro, viene fuori da una ricerca Cgil-Sunia in merito ai ragazzi che per scelta o necessità non vanno via a cercare la propria strada.