Conti correnti bancari: costi annui in calo

 La Banca d’Italia ha annunciato che c’è un lieve calo dei costi di tenuta per quanto riguarda i conti correnti, visto che nel 2010 sono passati da 113 euro a 110 euro all’anno. Questo è quanto c’è scritto nella rilevazione annuale di Bankitalia, andando a considerare i 10 mila conti correnti aperti in più di 175 istituti; i consumatori hanno così la possibilità, in media di risparmiare qualche euro, anche se è chiaramente ancora troppo poco; ma si spera che siamo solo all’inizio. In ogni caso è fondamentale ricordare che i conti correnti variano da banca a banca, e lo stesso dicasi di conseguenza anche per i costi, spesso anche in funzione della tipologia di cliente. Ad esempio, i conti correnti business, quelli per le imprese ed i professionisti, di norma sono più cari rispetto a quelli proposti ai privati. A sua volta, tra i conti correnti proposti ai privati l’offerta registra una ulteriore differenziazione; in particolare, di norma, tra i privati, i conti correnti sono meno cari per i giovani, spesso sempre e rigorosamente con il canone zero e con tante facilitazioni ed agevolazioni incluse.

CheBanca! con la Fondazione Umberto Veronesi

 CheBanca!, la Banca per tutti del Gruppo Mediobanca, oltre a ideare periodicamente prodotti innovativi e concorrenziali per i privati, le famiglie e le imprese, è scesa ufficialmente in campo anche a sostegno della ricerca, ed in particolare della Fondazione Umberto Veronesi. Questo aprendo il Conto Corrente CheBanca! e donando un massimo di 99 centesimi di euro al mese alla Fondazione Umberto Veronesi che saranno prelevati entro il terzo giorno lavorativo del mese successivo. In pratica ogni correntista di CheBanca! può devolvere ogni mese i centesimi del proprio saldo; ad esempio, se il saldo a fine mese sul conto è di 1150,56 euro, allora alla Fondazione Umberto Veronesi andranno 56 centesimi di euro fermo restando che l’iniziativa è valida fino al 31 maggio del 2012, e che il correntista di CheBanca! può in qualsiasi momento decidere di interrompere la donazione dei centesimi del proprio saldo mensile presente sul conto corrente.

Conti correnti: controllo dell’ISC è fondamentale

 Da qualche tempo in Italia è obbligatorio in materia di conti correnti fornire al cliente, prima della stipula, l’Isc, ovverosia l’indicatore sintetico di costo in base al proprio profilo di utilizzo. Trattasi di un parametro chiave in quanto è in grado di mettere realmente a confronto non solo i conti correnti della stessa banca, ma anche quelli degli altri istituti di credito a parità di profilo di utilizzo. Di conseguenza il CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, raccomanda ai clienti bancari non solo di fare attenzione al prodotto che si stipula, ma anche di controllare ad ogni fine anno il costo effettivo del conto confrontandolo con l’Isc proposto alla stipula. Così come, se si hanno più conti correnti, è sempre bene chiudere quelli “superflui” andando ad ottimizzare e razionalizzare l’utilizzo dei servizi.

Mutuo Arancio di Ing Direct

 Si può stipulare per la prima come per la seconda casa con la formula a tasso fisso, a tasso variabile, oppure a rata costante a fronte di tassi offerti competitivi e zero costi e spese per quel che riguarda l’accensione e la gestione. Si presente così il “Mutuo Arancio“, il finanziamento ipotecario di Ing Direct pensato per permettere ai privati ed alle famiglie di poter acquistare la prima o la seconda casa, ma anche per andare a sostituire un mutuo già in corso di pagamento con un nuovo Mutuo Arancio e quindi passando dalla vecchia banca a Ing Direct. In tal caso il prodotto viene denominato “Mutuo Rottamazione”, mentre con la formula “Mutuo più Soldi” il cliente non solo ha la possibilità di chiudere i mutui presso altre banche, ma anche di ottenere della liquidità aggiuntiva. Il Mutuo Arancio si richiede direttamente online, in pochi click, dal sito Internet di Ing Direct potendo ottenere sia il preventivo, sia l’importo della rata da pagare in base al mutuo ipotecario scelto.