Siamo solo a gennaio, ma sono bastate poche settimane per confermare, se per caso ci fosse qualche dubbio, che il 2012 sarà molto difficile per il settore immobiliare. I mutui non sono certo il problema principale per le famiglie che vivono in affitto che per ora non rischiano, mentre restano l’angoscia giornaliera di quanti temono di non poter rispettare a lungo la scadenza mensile. Le incognite, insomma, sono tante, le certezze quasi inesistenti e le banche, dal canto loro, non fanno molto per aiutare le famiglie terrorizzate di fronte a garanzie non proprio consistenti.
crisi economica
Mutui: calano le richieste in Abruzzo
Mutui si, mutui no e per gli italiani non c’è neanche troppo da scegliere meglio restare in affitto o comunque non tentare nuovi investimenti. Troppo incerto il periodo, insicure le condizioni lavorative di tutti, anche di chi si sente nella cosiddetta “botte di ferro”. Come in tutte le altre città di Italia, più o meno, lo stesso sta accadendo in Abruzzo dove il mercato creditizio e immobiliare sono assolutamente bloccati. Certo il terremoto del 2009 non ha migliorato le cose, ma nell’aria si avverte un disagio molto più profondo.
Acquisti e stipendi: cresce il divario
Mai una buona notizia, insomma, in questo periodo, ma la realtà è questa e ci troviamo in piena crisi economica, anche se confidiamo tutti di poterne uscire presto. Ciò ovviamente ha fatto calare considerevolmente la fiducia dei consumatori che non è mai stata così bassa dal 1996. In più si fa sempre più presente il divario tra la crescita dei prezzi e uno stipendio sempre lo stesso se non più basso. Questo porta di certo ad uno stato di minor benessere e si parla dei livelli più preoccupanti dal 1995. Il quadro per niente consolante lo ha tracciato l’Istat in Italia puntando l’attenzione soprattutto sulle retribuzioni contrattuali orarie e rivelando che, nel 2011, si è assistito ad una crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Non cantate vittoria, però, perchè si tratta della crescita media annua più bassa dal 1999.
Lecco: comprare casa conviene per effetto della crisi
A Lecco scegliere le proprie quattro pareti domestiche costa meno ma non è un fattore del tutto positivo. Se infatti è garantito un notevole risparmio e un portafoglio leggermente più pieno, l’effetto di tale ribasso è da rimandare alla crisi economica che, ovviamente, non ha risparmiato nemmeno il settore immobiliare e, anzi, lo ha sensibilmente colpito. Qui addirittura sono calati sensibilmente i prezzi e si calcola che nei primi sei mesi dell’anno sono scesi del 5%. Un evento che non si verificava, almeno in tal misura addirittura dal 2008 anno in cui la recessione si è fatta strada non risparmiando nessun ambito.
Famiglia: casa, debiti e usurai
Nella confermata verità che i corsi e ricorsi storici si presentano puntualmente, certamente questi sono ancora tempi duri per le famiglie come una manciata di decenni fa. Il benessere, il consumismo e poi, inclemente, l’arrivo dell’euro, la crisi economica, i licenziamenti. I sogni però sono sempre gli stessi, non quelli impossibili, ma quelli che ognuno dovrebbe poter vedere realizzati nella propria vita, di avere una famiglia, una macchina, magari un cane e di certo una bella casa. Su quest’ultimo punto soprattutto le note si fanno sempre più dolenti.
Famiglie italiane: debiti e meno mutui
Crollo delle borse, crisi economica, arrivo dell’euro: se è vero che al peggio non c’è mai fine l’Italia e buona parte del mondo, in questi anni hanno dovuto sopportare un peso sempre più gravoso. Il risultato è che le famiglie sono sempre più indebitate e non arrivano a fine mese. A soffrire di più sono quelle del meridione e quindi l’Adiconsum, nota associazione dei consumatori propone per settembre, al termine delle ferie estive, un tavolo tra associazioni dei consumatori, associazione bancaria e associazione delle società finanziarie per comprendere insieme come muoversi per aiutare chi è in serie difficoltà, ancora di più se ha comprato casa.
Polonia, mutui e franco svizzero
Una situazione paradossale e ormai giunta al limite che sta preoccupando fin troppo i cittadini polacchi. Nel Paese, infatti, non sono pochi coloro che hanno chiesto dei prestiti, specialmente dei mutui denominati in franchi svizzeri. Dal 2008 lo zloty slovacco si è praticamente duplicato e in questo tratto di Europa Centrale almeno 600mila finanziamenti sono a rischio per non parlare dei nuclei familiari sull’orlo della crisi. Ecco perchè per evitare una catastrofe generale in zona a livello economico, il presidente ha emesso una legge che possa limitare le ricadute dovute agli effetti del rincaro delle valute.
Mutui e società di consulenza in crisi
E’ una indagine recentissima che non ha lasciato alcun dubbio in merito ai risultati. Si è occupata del rallentamento del mercato dei mutui l’istituto di ricerca di ricerca australiano MISC Global Research e si è scoperto che questo ha portato inoltre, alla chiusura di una società di consulenza ogni quattro negli ultimi 12 mesi. Un terribile effetto a catena che preoccupa ma che ora potrebbe piano piano essere superato se la tanto temuta crisi economica dovesse essere definitivamente superata.