Quando una famiglia stipula un finanziamento ipotecario a tasso variabile, di norma si imbatte nella lettura sul contratto dell’euribor, il tasso di interesse con il quale vengono pagate le rate. Ma cosa è l’Euribor? Ebbene, l’Euribor è la versione europea del Libor, il tasso italiano con il quale i mutui si indicizzavano prima dell’entrata in vigore della moneta unica. Questo significa che prima i tassi sui mutui erano più cari o meno cari a livello di singolo Paese, mentre già da parecchi anni un aumento dell’euribor comporta un maggior costo del denaro, e quindi dell’accesso al credito, per tutti i cittadini europei. Così come il Libor, anche l’Euribor è un tasso che ha il suo fixing giornaliero che è funzione della domanda e dell’offerta del mercato nell’ambito delle operazioni che, in particolare, vengono effettuate dagli Istituti di credito europei. L’equazione tra un mutuo indicizzato ed il tasso euribor è molto semplice: se l’euribor sale, la rata mensile tende a crescere, mentre se il tasso interbancario scende sul mercato, allora le rate mensili da pagare sono meno salate.
Stipulare un mutuo a tasso variabile significa quindi andare a pagare una rata mensile che può variare mese dopo mese e che, in caso di aumenti eccessivi del costo del denaro, può anche mettere in difficoltà. La situazione contingente al riguardo non è delle migliori visto che proprio oggi l’euribor a tre mesi, attestatosi all’1,4%, ha fatto registrare i massimi dall’aprile del 2009, ovverosia da oltre due anni a questa parte.
Di riflesso, se proprio si vuole stipulare un mutuo a tasso variabile, è bene andare a valutare se non sia il caso di sottoscrivere il cosiddetto finanziamento ipotecario con cap. Trattasi, nello specifico, di un mutuo a tasso variabile ma con il tetto massimo, ovverosia con un livello di tasso massimo applicabile che non può superare una certa soglia, chiara, certa e nota alla stipula.