Conti correnti a consumo e package

 Conti correnti a consumo, e conti correnti package. Possiamo suddividerle così le due grandi categorie di conti correnti stipulabili nel nostro Paese. In passato praticamente tutti i conti correnti proposti dal sistema bancario erano proprio a consumo; su un conto corrente a consumo il correntista paga solo in ragione dell’utilizzo dei servizi; ad esempio, paga per ogni singola operazione di bonifico e, in generale, per ogni riga di scrittura sul conto corrente. Quindi, il costo annuo di un conto corrente a consumo è a conti fatti proporzionale al suo utilizzo; trattasi di una tipologia di conto corrente che per tante ragioni, anche proprio di natura economica, è oramai superata nel nostro Paese; buona parte dei conti correnti sul mercato sono infatti “package”, ovverosia caratterizzati da un numero definito di servizi inclusi a fronte del pagamento di un canone che, tra l’altro, in certi casi è mensilmente pari a zero euro.

Conti correnti per i giovani

 Nell’ambito dei processi di acquisizione della clientela, per una banca è molto importante avere tra i nuovi sottoscrittori di conti correnti delle persone in giovane età. In questo modo, infatti, anche con formule agevolate, l’Istituto di credito acquisisce clientela con cui instaurare un rapporto di fidelizzazione che può durare anche per molti anni con conseguenti vantaggi e ritorni economici non indifferenti. Ecco perché nel nostro Paese molti conti correnti, in genere ai potenziali clienti di età inferiore ai 30 anni, studenti e non, vengono proposti a condizioni migliori rispetto invece ad un conto corrente “standard“. Le agevolazioni e gli sconti, in particolare, possono spaziare dal canone mensile azzerato alla concessione di carte ricaricabili senza costi di emissione, e passando spesso anche per servizi di natura extra-bancaria per lo studio e per il tempo libero.

Conti correnti all inclusive

 Un conto corrente a canone mensile, ma con tutti i servizi bancari inclusi e magari altri benefit di natura extrabancaria per il lavoro, il tempo libero, la salute ed i viaggi. Si presenta così di norma un conto corrente all inclusive, ovverosia proposto dagli Istituti di credito con la formula “tutto incluso“. Si tratta, nello specifico, di conti correnti con un canone mensile che può apparire elevato, ma che invece alla lunga può essere vantaggioso se si sfruttano i servizi inclusi e magari si detengono asset finanziari come i titoli di Stato, azioni ed obbligazioni. Questo per dire che il conto corrente all inclusive è di norma ideale per chi ha un reddito medio/alto e/o effettua sul conto corrente bancario molte operazioni all’anno non solo attraverso i canali alternativi, Internet, il telefono e/o gli sportelli Atm, ma anche recandosi presso la filiale fisica dell’Istituto di credito.

Conto corrente ricaricabile

 Un conto corrente a canone fisso mensile, con tanti servizi inclusi, e quindi con fruizione senza costi aggiuntivi, a fronte della possibilità di “ricaricarlo” con dei bonus legati all’utilizzo degli stessi servizi bancari o, ad esempio, in funzione della giacenza e/o del controvalore degli investimenti presenti sul deposito titoli associato al conto. Sono queste di norma le principali caratteristiche di un conto corrente ricaricabile, ovverosia a costo fisso ma con la contestuale possibilità di poter comunque azzerare mese dopo mese le spese con le “ricariche”, ovverosia i bonus che maturano in base alla frequenza di utilizzo del conto. Sono molte le banche che offrono questa tipologia di conti correnti che, se opportunamente gestiti dal correntista, si possono trasformare in tutto e per tutto in conti correnti a canone zero con il conseguente taglio dei costi bancari.

Conti correnti tutto incluso

 Un conto corrente con costi fissi, chiari e certi, a fronte della fruizione di tutti i classici servizi bancari, e magari extra-bancari, senza spese ed oneri aggiuntivi. Stiamo parlando dei cosiddetti conti correnti “package”, o se volete “tutto incluso”, che le banche di norma propongono assieme ai conti correnti a canone zero che a prima vista appaiono più convenienti, ma che in funzione della frequenza di utilizzo del rapporto bancario alla lunga potrebbero anche non esserlo. Un buon conto corrente tutto incluso che si rispetti di norma permette di poter operare, a fronte del canone mensile, con qualsiasi canale bancario, sia tradizionale, ovverosia lo sportello fisico, sia alternativo come lo sportello Atm evoluto, Internet, il telefono fisso ed il telefono cellulare. Allo stesso modo, un buon conto corrente tutto incluso prevede anche operazioni illimitate senza costi aggiuntivi per le spese di scrittura sul conto, ma anche tanti altri benefit inclusi che possono variare da banca a banca.

ISC: quanto costa un conto corrente?

 ISC ovvero indice sintetico di costo: di cosa si tratta?

Manca un mese alla fine dell’anno; è tempo di bilanci! Come prevede la normativa ogni correntista riceverà insieme all’ultimo estratto conto trimestrale dell’anno un documento che riporta i costi relativi all’utilizzo del conto corrente il cui totale viene addebitato in un’unica soluzione esattamente in concomitanza del 31 dicembre.

Tipicamente trattasi di voci inerenti le spese di tenuta conto, gli interessi passivi del fido, etc. Molto spesso però rappresentano delle vere e proprie sorprese. Cosa fare allora una volta che si scopre che la propria banca ha addebitato dei costi di cui non si era a conoscenza? Come ci si può orientare se si vuole cambiare conto corrente?

Da quest’anno a seguito dell’entrata in vigore della nuova Normativa sulla trasparenza bancaria, Banca d’Italia obbliga tutti gli istituti a riportare sui documenti di sintesi dei conti correnti il cosiddetto ISC indice sintetico di costo ossia un valore espresso in euro che rappresenta il costo medio annuo di un conto corrente.

L’ISC di un conto corrente viene calcolato in funzione del profilo della clientela che intende utilizzarlo e che Banca d’Italia ha individuato nei 7 (6 “flat” e 1 “a consumo“) riportati qui di seguito: